Un giorno a Belfast

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Belfast. Da dove partire per un’esplorazione dell’Irlanda del Nord se non dalla sua capitale?! Approfitto quindi del regalo ricevuto a Natale: una notte a Belfast all’Ibis City Centre, un hotel molto moderno, sullo stile di tutte queste grandi catene di alberghi. Per chi arriva in macchina, raggiungere l’hotel è facilissimo, trovandosi appena fuori dall’uscita dell’autostrada, ma allo stesso tempo a due minuti a piedi da Donegal Square, la piazza centrale.

Non sapevo bene cosa aspettarmi da questa visita dato che il giorno prima di partire, al mio esaltato annuncio ad un parente che mi era stata regalata una notte a Belfast, lui ha reagito sgranando gli occhi e farfugliando qualcosa a mio padre e a sua moglie (autori del regalo). Poi mi è stato spiegato che due giorni prima, la votazione da parte del parlamento dell’Ulster a favore della rimozione delle bandiere inglesi davanti alla City Hall, aveva scatenato violente proteste da parte degli unionisti (quella parte di irlandesi che sostiene l’appartenenza dell’Ulster alla Gran Bretagna).

The Crown Pub & Robinson's Bar

The Crown Pub & Robinson’s Bar

In realtà al mio arrivo era tutto tranquillo. Anzi le luci appese in ogni via e i negozi gremiti di gente mi hanno catapultata nello spirito natalizio che a Milano sentivo molto poco – forse anche a causa della quasi totale assenza di addobbi natalizi -. All’ora di pranzo entriamo (e usciamo subito a causa dei prezzi ) al Crown, che è considerato il pub più bello di Belfast e che si trova proprio davanti alla stazione. Finiamo quindi nel pub affianco, il Robinson’s bar in cui finalmente possiamo goderci una meritata birra (ovviamente la Harp, quella irlandese), un Irish strew e un piatto di salsicce con purè e salsa gravy - fino ad ora quella che fa mia nonna rimane imbattibile -.

Il giro prosegue tra i monumenti principali: la City Hall, la Grand Opera House e la St. Anne’s Cathedral su Great Victoria Street. Benché le bandiere inglesi siano state tolte dall’ingresso della City Hall, i richiami a Londra non sono difficili da trovare, primo tra tutti l’Albert Memorial Clock, una copia del Big Ben costruita in onore del Principe Alberto, marito della Regina Vittoria. Una menzione speciale va a Primark (che si chiama Penny’s nella Repubblica di Irlanda)un negozio di abbigliamento veramente figo e con prezzi bassissimi. Io ci sono capitata proprio nel periodo dei saldi, il che mi ha fatto sentire moralmente obbligata a passarci almeno un paio di ore nel pomeriggio.

Queen's University & Albert Memorial Clock

Queen’s University & Albert Memorial Clock

Un altro quartiere molto carino è il Queen’s Quarter, la zona universitaria, in cui tra la bellissima università – che ricorda un pò un castello vittoriano -, i baretti e le case per studenti si trovano anche due ostelli puliti e a buon prezzo: il Global Village Hostel e il Vagabonds Hostel, entrambi in University Road. Per gli appassionati e i curiosi è d’obbligo la visita al Titanic Belfast Experience, un enorme museo interattivo dedicato alla storia del transatlantico, che si trova proprio sul fiume Lagan dove è stato costruito. Il prezzo del biglietto è di 13 sterline per gli adulti e 9 per gli studenti, status che non mi appartiene più, ma che all’estero rivendico ancora con orgoglio grazie al mio badge universitario, di cui nessuno sembra mai notare la scadenza: il 2010. Buon per me!

Come ultima tappa rimangono i famosi murales sparsi per le zone periferiche e in cui sono rappresentati i gruppi in lotta fra loro durante i “troubles” (i disordini). Per riuscire a vederli è preferibile avere una macchina dato che bisogna girare un pò a caso per i diversi quartieri sperando di trovarne qualcuno lungo il percorso. Per avere un’idea più precisa di dove fossero situati i murales più importanti mi sono finta interessata al giro sull’autobus turistico e mi sono fatta regalare una cartina in cui erano segnati i principali punti di interesse! Così, cartina alla mano, ci si inoltra tra i vari blocchi di murales: quelli dell’IRA (Irish Republican Army) e quelli dell’UVF (Ulster Volunteer Force). Se una volta i murales incitavano alla lotta per sostenere le proprie idee, oggi i murales più militarizzati sono stati sostituiti da murales che richiamano alla pace e alla tolleranza. 

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Qui l’atmosfera è diversa da quella che si respira in centro e il contrasto tra la voglia di convivenza pacifica e l’effettiva difficoltà a dimenticare il passato è visibile perfino nella struttura urbanistica: ancora oggi la cosiddetta “peace line” divide i quartieri protestanti da quelli cattolici e, pur avendo varchi sempre aperti per passare da una zona all’altra, è costantemente tenuta sotto controllo dalla polizia, che chiude i cancelli nei periodi di maggior tensione. Proseguendo il giro si arriva ad un altro muro dominato da del filo spinato, che dà l’impressione di entrare in una zona militare più che civile. Passando attraverso un varco si entra nel quartiere protestante, particolare che non si fatica a percepire dalle bandiere inglesi appese ad ogni lampione e dai ritratti della regina Elisabetta dipinti su ogni muro. Guardandosi attorno si ha la sensazione che per queste strade il tempo si sia fermato e che la storia sia ancora qui da leggere, dietro qualche angolo o dentro qualche murales.

Dopo questa immersione di pub, monumenti e storia, proseguo con la terza parte del tour natalizio dell’Irlanda del Nord, percorrendo la Giant’s Causeway Coastal Route… Stay tuned!

Cheers

 

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