Burano: the coloured side of Venice

Penso che Venezia sia una delle città più affascinanti d’Italia. Sì, proprio affascinante, non semplicemente bella. Venezia lascia sbalorditi dalla quantità di opere artistiche che si incontrano passeggiando per strada e osservando gli affreschi che ricoprono non solo l’interno, ma anche l’esterno degli edifici. Allo stesso tempo però, Venezia catapulta in un’atmosfera malinconica, quasi spettrale, con i suoi canali stretti e gli edifici crepati così ravvicinati da formare stradine buie e misteriose. Per non parlare poi degli isolotti abbandonati che la circondano e dalla nebbia che spesso accoglie chi arriva di mattina presto: atmosfera degna di un’ambientazione di un racconto di Edgar Allan Poe. E’ proprio durante una di queste mattine che metto piede fuori dalla stazione ferroviaria Santa Lucia e mi faccio largo tra la nebbia per arrivare alla biglietteria dei battelli situata proprio di fronte.

Venezia-santa-luciaARRIVARE A BURANO. Per spostarsi a Venezia, consiglio di acquistare il City Pass Venezia Unica, con cui si può salire sui battelli per tutte le isole al prezzo di 18 euro per 12 ore, 25 euro per 36 ore e 30 euro per 48 ore. Considerando che senza Carta Venezia il costo di una singola corsa è 7 euro, direi che conviene. Per raggiungere Burano dalla stazione ferroviaria basta prendere la linea 4.2 o 5.2, scendere a Fondamente Nove e da lì prendere la linea 12 fino a Burano. In mezzo a tutti quegli agglomerati grigiastri di nebbia mi avvio verso Burano, una piccola isola vicina a Murano, le cui case hanno colori così vivaci da fare invidia all’intera corrente della pop art. 

Appena sbarcati a Burano si viene accolti da un grande prato su cui ad alcuni alberi sono legati lunghi fili dove vengono stesi panni e abiti. Subito dopo si viene contagiati dalla caratteristica principale di questa isola incantata: il colore. Non a caso molte riviste internazionali l’hanno inserita tra le dieci città più colorate del mondo.

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La leggenda dice che siano stati gli stessi pescatori, un tempo, a dipingere le proprie case, in modo da distinguere la propria proprietà da quella degli altri pescatori e riconoscerla anche a distanza. Ad essere circondati da questi piccoli canali e dai colori così accesi di quest’isola, sembra di passeggiare sul set di un cartone animato o di un film fantastico. Tra i vicoli si scorge un piccolo mercato, dove i colori della frutta si uniscono a quelli delle case, e si incontrano scorci di panni stesi, che sembrano messi li apposta per dare un tocco di unicità in più a questa atmosfera così fiabesca.

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Proseguendo per queste vie colorate si arriva in Piazza Galuppi, chiamata così in onore di Baldassarre Galuppi, uno dei maggiori compositori italiani, originario proprio di Burano e soprannominato per questo il “Buranello“. Questa piazza è uno dei pochi spazi aperti dell’isolotto e qui si trovano la statua di Galuppi, alcuni bar, ristoranti e negozi di merletto. Burano infatti, oltre ad essere famosa per le case colorate, è conosciuta per la produzione di merletti e pizzi, attività che ancora svolgono alcune anziane donne dell’isola. Nella piazza potete visitare anche il Museo del Merletto. per una breve pausa sedetevi ad un tavolino di una delle tante pasticcerie della piazza per assaggiare un paio di Bussolà Buranelli, biscotti tipici dell’isola a forma di anello o di S. 

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Infondo alla piazzetta c’è la Chiesa di San Martino Vescovo, pittoresca e famosa soprattutto per il suo campanile storto. Proprio qui affianco si trova la Cappella di Santa Barbara. Dalla chiesa riprende poi un altro piccolo canale che, come gli altri dell’isola, è interrotto da qualche ponticciolo e illuminato dai colori delle case attorno.

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Burano è un’isolotto incantato, che ti porta in una dimensione di tradizioni, canali e colori. Uno di quei luoghi in cui non puoi fare a meno di guardarti attorno ad ogni passo per paura di perderti qualcosa di meraviglioso. Ecco, poi diciamo che il problema di essere sommersi da tutti questi colori è quello di cadere nella tentazione di farsi prendere da uno spirito un po’ pop e di ritrovarsi la macchina fotografica piena di foto alla Andy Warhol. L’aspetto positivo è che in questo caso ci si può giustificare dando la colpa a Burano e ai suoi magnifici colori!

Burano-pop-artCheers!

 

2 pensieri su “Burano: the coloured side of Venice

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