Napoli in due giorni: cosa vedere tra vicoli caotici, castelli e delizie culinarie

Questa è una delle poche volte in cui ho avuto serie difficoltà a trovare un titolo al post. I titoli hanno il grande pregio di riassumere tutto in poche parole, ma per Napoli questa, è impresa ardua. Napoli è talmente ricca di cose da vedere, tradizioni da conoscere e vicoli nascosti da scoprire; è così varia e differenziata da cambiare faccia da quartiere a quartiere. E non ho neanche nominato la specialità culinarie. Ecco, ora capirete che rendere tutto questo in una riga non è cosa facile!

DOVE DORMIRE. Consiglio di prenotare uno dei tanti b&b vicino a Piazza del Plebiscito e Piazza Trieste e Trento, molto ben collegata con il resto della città e con la Stazione Centrale, raggiungibile con l’affollatissimo autobus R2. Io ho alloggiato al B&B Napoli Plebiscito, che si trova al secondo piano di un palazzo d’epoca in Via Chiaia 216: ambiente colorato e accogliente, colazione come se si fosse a casa propria e posizione centrale. Lo consiglio!  

Piazza Trieste e Trento è uno degli snodi principali per chi arriva dalla stazione ed è una piccola piazza la cui fama è oscurata dalla maestosità dell’adiacente Piazza del Plebiscito. Prima di addentrarmi nel caos della città però faccio una sosta al celebre bar del Professore per gustare la specialità di questo posto: il caffè alla nocciola, una bomba di caffeina e calorie, il mix perfetto per iniziare una giornata di camminate e visite. 

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Nelle vicinanze si scorge lo storico Teatro San Carlo, che sorge su una trafficata strada alla quale a far da sfondo c’è il medievale Castel Nuovo. Mi avvio verso Piazza del Plebiscito, la meravigliosa e arcata piazza di Napoli in cui molti turisti si dilettano a camminare bendati. Tranquilli, non si tratta di follia generalizzata, semplicemente di un’usanza per la quale, partendo bendati dall’ingresso di Palazzo Reale, si deve cercare di passare in mezzo alle statue di due cavalli posizionati dall’altra parte della piazza. Riuscire a centrare la traiettoria è quasi impossibile, provare per credere!

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Tornando verso Piazza Trieste e Trento, mi dirigo verso via Toledo, dove mi rendo subito conto di una caratteristica lampante della città: il caos. Cammino facendomi largo tra la folla fino a quando, sulla destra, noto una stradina che sale ripida perdendosi tra tanti stretti vicoli. L’inchiostro giallo fissato su un festone bianco attaccato da parte a parte alle pareti di due palazzi ravvicinati, mi annuncia che qui cominciano i quartieri spagnoli. Lasciando perdere tutte le raccomandazioni su questi quartieri mi inoltro in una, due, tre buie e fatiscenti stradine, per poi sbucare nuovamente su via Toledo.

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In fondo a Via Toledo si incontra Piazza Gesù, che ospita la meravigliosa chiesa di Gesù nuovo, riconoscibile dalle pareti ricoperte di piccole piramidi di pietra chiamate bugne. Di fronte c’è il vasto Monastero di Santa Chiara, dall’aspetto arabeggiante e dagli interni ricchi di chiostri e giardini. 

Piazza Gesù Napoli

Proseguendo su via dei Tribunali tra le chiese di S.Domenico Maggiore, S. Lorenzo Maggiore e S. Paolo Maggiore, noto alcune persone che formano una piccola folla disordinata di fronte ad una pizzeria. Siamo arrivati da Di Matteo, famosissima pizzeria che sforna pizza al forno e pizza fritta d’asporto per solo 1 euro! Per concludere in bellezza non può mancare una sfogliatella o un babà alla pasticceria Scaturchio in Piazza S. Domenico Maggiore. Tra le vie circostanti si nasconde anche ‘spaccanapoli’, una via che spacca a metà la città. Non la spacca così tanto per dire, la spacca proprio letteralmente, come si vede bene osservando Napoli dall’alto di uno dei suoi tanti castelli. 

spaccanapoli

Se dovessi nominare la via che più rappresenta, per stereotipi e tradizioni, la città di Napoli, sceglierei sicuramente Via San Gregorio Armeno. Passeggiando lungo questa via, si è affiancati a destra e a sinistra da bancarelle colorate sulle quali pendono lunghe file di peperoncini penzolanti sopra alle statuine di personaggi televisivi e politici del momento. Sotto Natale qui si trovano le famose statuine del presepe, che certo non si limitano ai protagonisti della storia cattolica, ma arrivano a comprendere giocatori di calcio e celebrità in miniatura.

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Mi rendo conto che sono a Napoli da quasi 24 ore e non ho ancora visto il mare. Scendo a piedi verso la costa e finalmente me lo trovo davanti. Nonostante sia solo fine aprile, gruppetti di ragazzini napoletani si lanciano in acqua con tuffi acrobatici dalla riva. A fare da sfondo a queste ordinarie scene di vita napoletana c’è Castel dell’Ovo, una fortezza fatta di mattoni che contribuisce a creare un’atmosfera che riporta indietro nel tempo. Il sole è alto nel cielo, i golfini sono già stati riposti nella borsa: è una giornata perfetta per un giro in bicicletta sul lungomare Caracciolo, che porta fino a Mergellina

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Mergellina si sviluppa attorno ad un porticciolo pittoresco dove alcuni pescatori sono intenti a valutare la pesca della giornata. Di fronte al mare mi siedo alla pasticceria Da Ciro dove assaggio babà e sfogliatella. Nell’indecisione se prenderla frolla o riccia, le prendo entrambe! 

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Sempre in bicicletta si può salire con la funivia fino a Posillipo, da cui si gode di un panorama mozzafiato su Napoli. La vista migliore però, è quella che ho potuto osservare dall’alto di Castel Sant’Elmo e dalla Certosa di S. Martino: la città, spaccanapoli in lontananza, il mare e il Vesuvio.

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Un quartiere a sé è il Vomero, una zona più che altro residenziale nella quale si respira un’atmosfera più composta e meno caotica rispetto al centro di Napoli.

Non posso che terminare il post tornando ad un argomento che nella visita a Napoli torna insistentemente: il cibo, e in particolare la pizza. Non perdetevi la pizza più famosa di Napoli alla pizzeria Da Michele. In posizione un po’ spostata dal centro, ma raggiungibile con l’autobus R2 in direzione della stazione. Non vi preoccupate, la fila chilometrica che si forma fuori dal posto ogni sera vi annuncerà che siete arrivati. Prendete il numerino e.. aspettate! Il premio per la pazienza è quello che vedete nella foto qui sotto. Non male eh?

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Insomma, Napoli è una città che offre molto: cultura, tradizioni, storia, mare, vulcani e una gastronomia invidiata in tutto il mondo. Napoli è una città sola che però dà l’impressione di visitarne molteplici, semplicemente spostandosi di quartiere in quartiere: dai vicoli stretti del centro, allo spazioso e ventilato lungomare fino ai tranquilli quartieri residenziali sulle colline.

Non c’è da stupirsi che molto tempo fa qualcuno, passando di qui, abbia affermato “Vedi Napoli e poi muori“.

 

Un pensiero su “Napoli in due giorni: cosa vedere tra vicoli caotici, castelli e delizie culinarie

  1. Ester

    Mi fai venire nostalgia di Napoli! :) Ti lascio un paio di dritte per la prossima volta: dietro piazza dei Martiri, oltre ad una quantità incredibile di baretti per l’aperitivo, c’è una pescheria dove si può gustare un piatto di antipasti di mare freschissimi accompagnati da un buon bicchiere di vino bianco! Non puoi perderti una visita all’acquario, situato dentro la Villa Comunale (in posizione centrale sul lungomare) e sede di uno degli istituti di ricerca di biologia marina più importanti d’Europa. Infine, per il gelato: camminando da piazza Plebiscito verso il lungomare, c’è una gelateria dove fanno il gusto “nutellone”… Roba da svenire! ;)

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