Derry/Londonderry: the Stroke City

Derry Stroke City. Non capita spesso che una città abbia due nomi, a meno che non si parli della “Stroke City” per eccellenza, chiamata Londonderry dagli unionisti e Derry dai repubblicani. I segnali della difficoltà a lasciare andare il passato si presentano ancora una volta lungo il mio tragitto, sui cartelli stradali che cambiano nome da un chilometro all’altro, o nelle parole di uno zio dell’Eire, che quando gli ho detto che sarei andata a visitare Belfast, ci ha scherzato su – o almeno credo – dicendo: “Oh Belfast! Yeah, go take down some English flags!”. All’affermazione è seguita una sua -mezza- risata, alla quale rispondo con un sorriso, ma pensando che comunque sotto ogni scherzo, c’è sempre un fondo di verità.

The Diamond

The Diamond

L’ingresso alla città avviene attraverso le antiche mura di Derry, rimaste uno dei pochi esempi di mura in Europa che cingono completamente la città per un chilometro e mezzo. Passeggiandovi intorno è possibile vedere alcuni importanti monumenti come la O’Deherty Tower che ospita il museo della città e il Double Bastion una terrazza su cui sono posizionati antichi cannoni usati durante gli assedi e dal quale si ha una fantastica vista su tutta la città. Infine c’è la cattedrale gotica St. Columb’s Cathedral, anch’essa utilizzata durante gli assedi alla fine dell’800 come postazione di batteria. 

Dopo aver ripercorso tempi lontani di prese e assedi, faccio il mio ingresso nel vero e proprio centro storico di Derry: vitale, pieno di luci, negozi e pub come tutte le cittadine irlandesi che ho avuto l’occasione di visitare sotto Natale. Come a Belfast, il centro delle attività sembra svolgersi attorno ad un grande centro commerciale al quale si accede attraverso l’ingresso principale oppure attraverso singoli negozi che poi si scoprono essere in realtà inglobati anch’essi nella struttura.. insomma un labirinto senza uscita! Andando un pò a naso tra le strette vie del centro si arriva alla piazza centrale chiamata The Diamond, al cui centro si trova il War Memorial, costruito in onore dei caduti nella Prima Guerra Mondiale.  

The Bloody Sunday Mural

The Bloody Sunday Mural

Allontanandosi un pò dal centro, e precisamente verso il quartiere chiamato Bogside, si torna a respirare un’atmosfera legata al passato. Questa volta però non si tratta di mura e assedi di epoche lontane, ma dei più recenti troubles. Derry infatti, oltre ad essere una delle città più antiche dell’Irlanda è anche la città del Bloody Sunday (30 gennaio 1972). Durante una manifestazione pacifica di giovani che reclamavano i propri diritti, alcuni paracadutisti inglesi aprirono il fuoco sulla folla e uccisero 13 persone – mentre una 14esima morì poco tempo dopo in seguito alle ferite riportate-. Questo giorno è ricordato come uno degli eventi più tragici della storia recente anche perchè avvenne sotto lo sguardo di telecamere e giornalisti. Inoltre, segnò l’inizio di uno dei periodi più bui dei troubles, nel quale persero la vita 472 persone. Anche in questo caso la storia è ricordata attraverso numerosi murales, come se l’espressione artistica riesca in qualche modo a esorcizzare gli avvenimenti, a rielaborarli e ricordarli, per non ripeterli. I muri degli edifici ritraggono le vittime del Bloody Sunday, le manifestazioni per i diritti civili, volti e storie.

Schermata 2013-05-05 a 18.18.12Sempre nei dintorni, faccio una visita al Museum of Free Derry, in cui sono raccolti documenti e testimonianze della lotta per i diritti civili degli anni ’60 fino ad arrivare ai troubles negli anni ’70. Proprio di fronte al museo c’è lo storico monumento che riporta la scritta ”You are now entering Free Derry”, simbolo di libertà e resistenza. 

Il sole d’inverno in Irlanda tramonta davvero presto e purtroppo non possiamo neanche concederci una birra perché dobbiamo guidare – e qui la polizia non scherza su queste cose. Dopo un’ora di macchina sotto la pioggia su una strada senza luci circondata da prati - una simpatica avventura che non consiglio a nessuno - arriviamo a Omagh.

Homemade Irish Breakfast

Homemade Irish Breakfast

Il giorno dopo, prima di accompagnarmi al pullman per Dublino, mio padre mi prepara l’Irish breakfast, il mio piatto irlandese preferito in assoluto - e che da piccola pretendevo di mangiare ogni giorno durante le mie vacanze irlandesi. La preparazione non è complicata, ma in Italia fino ad ora non ho mai trovato un brunch così buono. E’ un pò come fare il caffè in montagna o all’estero, è meno buono per natura credo. Nel mio personale Irish breakfast non può mancare: fetta di pan carrè con burro (quello irlandese), salsiccia, bacon, uovo all’occhio di bue, pomodori cotti, potato pancakes, white pudding e black pudding. Il tutto rigorosamente accompagnato da una bella tazza di the! Il fatto che io abbia dovuto trangugiare tutto nel giro di dieci minuti perché eravamo - come al solito - in ritardo, è passato del tutto in secondo piano.

Dopo questa ultima gioia irlandese e dopo aver salutato tutti, mi preparo a lasciare l’Irlanda, sicura però che ci tornerò presto!

Slan! (Goodbye)

 

 

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