Un giro in barca sul lago di Como. Ovvero sul cambio di prospettiva

A volte è sufficiente cambiare prospettiva per vedere le cose sotto una luce nuova o per scoprire cose che sono sempre state lì, ma dal lato sbagliato rispetto al nostro punto di osservazione. Lo avevo già visto io, il lago di Como. Lo avevo visto dal di fuori: lo avevo osservato dall’altezza maestosa della colline che lo circondano e dal movimento della funicolare che da Como porta al paese di Brunate. Da lassù, il lago è il centro dell’attenzione, l’oggetto privilegiato. E il paesaggio la cornice perfetta. 

Questa volta ho voluto invertire lo sguardo e osservare il lago dal lago stesso con un giro in barca: un modo perfetto per ammirare decine di borghi le cui piccole case, sospese sulla sponda del lago, si stringono attorno a chiesette dal tetto rosso e appuntito. 

Dove affittare la barca

A Moltrasio, a due passi dall’hotel Posta, c’è un porticciolo dove si trova Nettuno Boats, che noleggia barche tradizionali a remi o a motore che possono essere guidate anche senza patente. Questa è proprio la parte migliore e io opto per una barca a motore.

Nettuno_Boats_Moltrasio_Como

Ora, per chi come me non sa dirigere nella direzione desiderata neanche un materassino gonfiabile in una piscina, questi sono alcuni dei pensieri che potrebbero sfiorarvi mentre osservate il dondolio della barca attraccata, che vi osserva a sua volta: 

“Io alla guida di una barca, ma siamo impazziti?!” 

“Che distanza devo mantenere dalla costa, 5-6 metri?”

“Ci sono le marce come sulla macchina, giusto?”

Tranquilli, i ragazzi di Nettuno Boats vi spiegheranno tutto nei minimi dettagli e vi aiuteranno con le manovre di entrata e uscita dal piccolo porto. Per il resto è tutta un’accelerata e una sterzata, facilissimo! Parola di una ragazza di Milano la cui più profonda familiarità stabilita con un corso d’acqua è quella con lo stantio e immobile flusso del Naviglio. 

Borghi da non perdere

Tra i primi borghi che si incontrano andando in direzione di Menaggio e Bellagio ci sono Laglio (si, dove ha la casa George), Brienno, uno dei borghi più apprezzati per i suoi colori e per la presenza della chiesa di Santa Maria, e Argegno, un altro borgo da non perdere.

Laglio_Brienno

In fondo alla sponda occidentale del ramo di Como si trova l’Isola Comacina, interessante per la sua storia e per le bellezze che nasconde. Nel 1920 l’isola è destinata all’Accademia di Brera e da quel momento diventa un rifugio e un luogo di riposo per artisti, pittori e scrittori. In alcuni periodi dell’anno, sull’isola hanno luogo anche belle iniziative culturali e percorsi espositivi. Ogni anno, il 24 giugno si tiene la festa di San Giovanni, un evento con spettacoli pirotecnici che si ripete da oltre 6 secoli per ricordare l’incendio del 1169, voluto da Barbarossa, che distrusse tutte le abitazioni rendendo l’isola disabitata per anni.

Un’altra meraviglia che si ha l’occasione di vedere da un punto di vista diverso ed esclusivo è la Villa del Balbianello, di proprietà del FAI. Dal lago sembra ancora più bella e romantica: la villa in cima allo strapiombo, le pareti decorate su cui si arrampicano rami di edera, le statue in pietra del grande terrazzo vista lago e il giardino che la rinchiude nel suo splendore.

Isola_Comacina_Como

Con una decisa virata, cambio direzione per tornare verso Moltrasio. Questa volta percorro la sponda orientale, altrettanto ricca di borghi, che però conservano un aspetto più antico rispetto a quelli più conosciuti e visitati della sponda appena percorsa, donandogli un’aria quasi più autentica. Prima dell’arrivo a Moltrasio passo davanti all’orrido di Nesso, che non è niente di bruttissimo o terribile eh. Anzi, è un borgo pittoresco diviso in due da una gola naturale formata dall’incontro di due torrenti che, unendosi, formano un’alta cascata che si getta nel lago e che dalla barca si vede benissimo!

Orrido_di_Nesso_Como

Con l’arrivo a Moltrasio si avvicina anche il temuto momento della manovra per il parcheggio, che alla fine si rivela molto semplice grazie alle indicazioni e all’aiuto dei ragazzi di Nettuno Boats.

Cena a Como

A una giornata di prospettive ed esperienze mai vissute non poteva che seguire una serata passata in una tipologia di ristorante del tutto innovativa. Per cena mi reco a Como, e precisamente alla Trattoria Gerbet(t): un luogo speciale dove la qualità della cucina tradizionale incontra la cucina creativa. La trattoria fa parte del rinomato Centro Studi Casnati, dove ragazzi dai 14 anni in su imparano l’arte della cucina sui libri, ma soprattutto facendo pratica nelle cucine e nelle sale di veri ristoranti, come appunto la trattoria Gerbett. I piccoli chef sono seguiti da uno chef professionista nella preparazione dei piatti e il risultato è davvero sorprendente.

Prendiamo posto a un tavolino in legno all’interno di una sala dall’atmosfera che ricorda vagamente un bistro francese, ricco di stampe appese ai muri in ordine apparentemente casuale. Mentre mi immergo nella lettura delle ricette del menu, assaggio il pan de comm che trovo sul tavolo. Il pan de che? direte voi. Il pan de comm è il pane fatto in casa dalla trattoria con pasta e lievito madre, ben diverso da quello industriale! Il menu fisso permette di assaggiare un po’ di tutto, dall’antipasto al dolce. Dopo esaustive spiegazioni della preparazione dei piatti, opto per fiori di zucchina ripieni di mozzarella e acciughe con fonduta di pomodori Pachino, gnocchi di patate fatti in casa con pesto e pomodorini secchi e rollè di pesce spatola alle erbe aromatiche su crema di formaggio. Non so se mi spiego.

Trattoria_Gerbett_Como

Mi sarei fermata qui se non fosse che i dolci erano così invitanti che ho dovuto prenderne uno: meringata con bavarese alle fragole, perfetto da accompagnare con l’Aleatico, un vino da dessert pugliese. 

Cheers!

 

4 pensieri su “Un giro in barca sul lago di Como. Ovvero sul cambio di prospettiva

  1. Ester

    Che bello “riscoprire” il mio lago nelle tue parole! Sai che i vari borghi da te menzionati, soprattutto da Moltrasio a Laglio, d’estate sono invasi da adolescenti in motorino che si appollaiano a prendere il sole e si tuffano da qualsiasi muretto disponibile? Dai 14 ai 18 anni, io ero una di loro. Grazie per aver risvegliato questi ricordi!

  2. francesca meoni

    Vi aspetto tutti a Firenze per una esperienza indimenticabile, per scoprire una città piena di storia e di tradizioni, con opere che fanno parte del patrimonio artistico dell’umanità.

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