Istanbul: tre giorni, due continenti, una città – La zona di Beyoglu

Istanbul in tre giorni. Costantinopoli, la porta d’Oriente, l’appartenenza a due continenti, l’incontro e lo scontro tra culture e religioni. Istanbul è questo e molto altro. Come tutte le più grandi metropoli, Istanbul racchiude tante realtà in cui tradizione e modernità, povertà e lusso condividono lo stesso spazio, andando avanti insieme, ma ognuno per la propria strada. 

IMG_7982Per arrivare ad Istanbul, forse l’abbiamo presa un po’ troppo alla larga: partenza da Milano con scalo a Francoforte, cosa non si fa per risparmiare! Il fatto di impiegare circa sei ore per arrivare in un posto in cui di solito ne bastano in media tre, è passato in secondo piano grazie alla compagnia aerea con cui abbiamo volato: Lufthansa. Dopo essermi puntualmente addormentata durante il decollo, ad un certo punto intuisco l’arrivo delle hostess con il loro carrello e penso ancora in dormiveglia “no grazie, non voglio un mini toast da 5 euro, piuttosto mi faccio venire i crampi dalla fame, e no, questa volta non te lo compro quel gratta e vinci con il quale non ho mai vinto niente, giuro.” Deformazione del viaggiatore low cost. All’improvviso però mi ricordo di essere su un volo di linea e in men che non si dica, mi ritrovo davanti una birra in bottiglia di vetro, un tramezzino e una barretta di Toblerone, omaggi della casa

Arrivati all’aeroporto nel cuore della notte dividiamo il taxi con un ragazzo di Porto che il giorno dopo ha un appuntamento ad Istanbul con la sua fidanzata di Monaco di Baviera. Quando si dice cosmopoliti! Il prezzo della corsa è di 20 lire a testa (circa 10 euro) e dopo circa venti minuti arriviamo al nostro ostello, dove decide di alloggiare anche il nostro nuovo amico portoghese, non avendo ancora un posto dove dormire per la notte. Se arrivate di giorno, dall’aeroporto al centro consiglio di prendere o la metropolitana (al prezzo di 3 lire) oppure l’autobus Havatas (al prezzo di 10 lire). L’ostello in cui alloggiamo è il Route 39 Hostel, che sinceramente non consiglio: allo stesso prezzo si trova sicuramente di meglio vicino a  Piazza Taksim. 

Le zone più interessanti dal punto di vista turistico sono Sultanahmet, Beyoglu e quella che sorge intorno al Ponte Galata. La prima è la zona araba, la zona dei monumenti antichi, delle moschee, dei palazzi e delle vecchie cisterne. La seconda è la zona europea, che sorge attorno a Piazza Taksim, è un po’ meno turistica e di sera è molto più animata. La zona del porto si raggiunge dopo aver attraversato il Ponte Galata che collega le prime due zone. Passeggiare sul ponte, sempre colmo di anziani e giovani pescatori che passano la giornata di fronte alle proprie canne da pesca, dalle quali ogni tanto tirano su qualche pesce che fino a qualche secondo prima sguazzava felice nel Bosforo, ti riporta indietro nel tempo.

IstiklalIn una città nuova le sorprese sono sempre dietro l’angolo, per questo, quando si può, preferisco sempre girare a piedi, e a Istanbul è possibile. Partendo da Piazza Taksim si può cominciare imboccando la famosa Istiklal Avenue, una strada pedonale lunga circa 3 kilometri in cui si alternano negozi, ristoranti di kebap, baretti e pasticcerie. Parte integrante della strada è il mitico tram rosso che la percorre di giorno e di notte, e sul quale una sera ci capita di vedere un gruppo musicale per una specie di “concerto itinerante” che ravviva l’atmosfera di tutta la via. Un’altra particolarità di questa via è la folla che la attraversa tutti i giorni ad ogni ora del giorno, caratteristica che scoprirò poi appartenere alla maggior parte delle vie di Istanbul, principali o secondarie che siano.

Proprio dietro piazza Taksim sorge l’Ataturk Cultural Center, uno spazio culturale in cui hanno luogo concerti, spettacoli teatrali e, soprattutto durante i mesi estivi, festival di ogni tipo. 

Turkish DelightPer una breve pausa pomeridiana come non fermarsi a gustare un buon kahve (caffè turco) o un cay (tè turco) con qualche turkish delight, piccoli dolci di pasta sfoglia ricoperti di miele e ripieni di mandorle o pistacchio. Approfittando della fitta pioggia del pomeriggio, ci facciamo largo tra i centinaia di ombrelli trasparenti attorno a noi ed entriamo nella pasticceria Mado, lungo la Istiklal Avenue, per un tè e un mix di dolcetti decorati con una palla di gelato. 

IMG_8050In fondo alla via si imbocca Galip Dede Gaddesi, la via della musica – facilmente riconoscibile perché costellata di negozi che vendono strumenti musicali e vecchi vinili – che porta dritti a Torre Galata, una torre medievale di pietre e importante punto di riferimento nello skyline della città. Per salire sulla torre c’è sempre una gran fila e quindi ci rinuncio, anche se per recuperare mi concedo un aperitivo seduta sugli scalini ai piedi della torre, dopo aver trovato un mini market che vendesse le birre – poiché molti non vendono alcolici. 

Per cena rimaniamo nei dintorti di piazza Taksim, dove tra bar e ristoranti c’è l’imbarazzo della scelta, per tutti i gusti e per tutte le tasche. Prima di andare a mangiare ci fermiano a prendere qualcosa da bere al Ritim Roof, un baretto molto carino, situato in una piccola traversa della via pedonale, con i tavolini fuori in lego, il wi-fi gratuito e la birra – la Efes, tipica birra turca – a 6 lire invece che a 8 come nella maggior parte dei posti li attorno. Decisi a gustare una tipica cena turca, ma diffidando dei ristoranti che ci sembrano troppo turistici, capitiamo casualmente in un ristorantino/rosticceria stile mensa self-service che si chiama Beyoglu Ehlitat Lokantasi e che si trova in via Buyuk Bayram, una traversa della via Istiklal. Dentro al ristorante ci sono una decina ti tavoloni lungo i quali ci sono molti turchi seduti con il proprio vassoio. Noi ci incastriamo un po’ dove capita. Il cibo è molto buono e i prezzi molto bassi: dopo esserci messi in fila, ognuno con il proprio vassoio, ordiniamo una zuppa – piatto che va per la maggiore sugli altri tavoli – delle tipiche polpette di carne e dei buonissimi spiedini di carne, il tutto con contorno di riso. 

IMG_8487Dopo cena torniamo su Istiklal Avenue per incontrarci con Fede e Ale, due amiche di Milano, che portiamo nell’ormai nostro baretto coni tavolini in legno, dove finiamo per passare la serata.

Beyoglu è la zona “europea” di Istanbul, quella in cui l’influenza occidentale si percepisce di più, ma Istanbul è molto altro. Leggi gli altri post con diritte e consigli sulla altre zone e scopri i  MILLE VOLTI DI ISTANBUL!

Stay tuned!

 

 

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