Tapa tira tapa: toccata e fuga a Saragozza

Un week-end a Saragozza: cosa vedere. Se non avete tempo di partire per un lungo viaggio ai confini della Terra, potete sempre ripiegare su un viaggio toccata e fuga durante il week-end. Tenendo conto che in due giorni non si riesce a visitare un granché, piuttosto che scegliere una grande città tipo Londra, Parigi o Berlino, per le quali tra le ‘cose-turistiche-da-fare‘ e la ‘scoperta del vero spirito della città‘ ci vorrebbe almeno una settimana, ci si deve accontentare di mete più modeste e meno battute. 

IMG_5972Pagina di ‘destinazioni Ryanair’ alla mano, consiglio di prendere in cosiderazione Saragozza: il prezzo è conveniente, la città è abbastanza piccola e inoltre è in Spagna.. un week-end in Spagna non può che conquistarti in ogni caso. Penso sia uno dei pochi Paesi che ti coinvolge nel suo ‘spirito vero’ ancor prima di aver finito le ‘cose-turistiche-da-fare’. Contando che il viaggio mi è stato regalato in occasione del mio compleanno, la scelta si è rivelata azzeccata - infondo quale posto è migliore della Spagna per perdersi tra i festeggiamenti?!

L’aeroporto si trova a circa 10 Km a sud-ovest della città. Il centro è facilmente raggiungibile con un pullman che parte ogni ora e impiega circa 45 minuti (prezzo: 1,50 euro). Altrimenti si può prendere un taxi, che costa circa 25 euro per un tempo di percorrenza di meno di mezz’ora. Al nostro arrivo, la prima tappa è il Nuevo Maza Hotel, in Plaza Espana, hotel che consiglio poiché rispecchia pochi fondamentali criteri di scelta: è carino, economico e centrale. 

Catedral de la Seo

Catedral de la Seo

La maggior parte delle attrazioni turistiche si concentrano nel piccolo centro di Saragozza, consentendo di muoversi esclusivamente a piedi. Il pomeriggio lo trascorriamo quindi passeggiando per le centinaia di vivaci e strette stradine nelle quali viene voglia di perdersi. In effetti ripensandoci meglio, ci si perde anche non volendo, dato che la metà delle viette sono così piccole che non sono neanche segnate sulla cartina. Attraversiamo Plaza del Pilar (la piazza centrale), che ospita la bellissima Basilica de Nuestra Sinora del Pilar, facilmente riconoscibile dalle 4 cupole azzurre. Nella stessa piazza entriamo nel Museo Ibercaja, in cui oltre alla parte stabile, è allestita un’esposizione dedicata a Goya. Andando verso il fiume, passiamo davanti alla Catedral de la Seo per poi incamminarci al calar del sole lungo il ponte sul fiume, per goderci una favolosa vista sulla città, illuminata dalle mille luci dei lampioni riflesse sull’acqua.  

Riteniamo che il nostro pomeriggio turistico e culturale sia stato più che soddisfacente, e il calare del sole ci ricorda che la seconda parte della giornata può cominciare: l’immersione nella vivace vita serale spagnola e l’inizio dei festeggiamenti per il mio compleanno. In generale, nella vita, è sempre bene che le azioni siano guidate da obiettivi chiari e ben definiti. Così, in vista della serata di festeggiamenti, ne fissiamo subito uno: fermarci a bere qualcosa in almeno 10 tapas bar, challenge accepted! Il fatto che nella maggior parte dei bar ci sia “caña e tapa a 2 euro” ci facilita l’impresa – giusto per la cronaca, la caña non è altro che una birra piccola. Il tour “eno-gastronomico” si concentra nella zona centrale chiamata “El tubo”, che si estende tra calle Martires, calle Estebanes e calle Cuatro de Agosto. La scelta di certo non manca, le viette della zona sono piene di baretti in cui si può gustare sangria, birra, sidro e tapas.    

Schermata 2013-03-06 a 21.21.01Ben presto, il chiasso della gente e l’aria vivace di festa inondano le stradine e tapa dopo tapa, capitiamo per caso da Vinos Nicolas, il bar premiato come “Mejor Taberna” durante l’Expo 2008. Dopo aver girato a zonzo per stradine tappezzate di lenzuola colorate, aver assaggiato ogni tipo di tapa, essere andati in fissa sul modo di versare il sidro nei bicchieri e aver condiviso con un intero bar la tensione davanti ad una partita Barcelona-Zaragoza, ci incamminiamo verso Calle Temple, una via piena di disco pub. Poco dopo, quando ci sentiamo quasi pronti per tornare a casa, l’epifania: siamo solo a quota 9 bar. Torniamo quindi nella zona del Tubo, ci infiliamo in un bar che non ha ancora abbassato le saracinesche – ode al bar El Clavel - e ordiniamo la nostra ultima caña: obiettivo raggiunto. Ora sono pronta per tornare in hotel, e buon compleanno a me!

Schermata 2013-03-06 a 21.32.02Il mattino seguente riusciamo sorprendentemente a svegliarci presto con in testa un unico programma: fare colazione da Valor. Valor è un bar/cioccolateria in cui si possono assaporare cioccolatini di ogni tipo e cioccolate calde che abbinate ad una porzione di churros (tipico dolce spagnolo) sono la fine del mondo. Il tragitto dall’hotel a Valor alle 10.00 di mattina è abbastanza surreale: le viette sono deserte, in giro ci sono ancora gli operatori ecologici che ripuliscono le strade dai rifiuti della sera precedente e su qualche muro spuntano delfini che mi offrono un caffè per iniziare meglio la giornata (vedere foto qui sopra per credere!). 

Avendo ancora una mattinata a disposizione, visitiamo le ultime ‘cose turistiche da fare’, che si trovano a mezz’ora di camminata dal centro: l’arena dove si svolgono le corride, in Plaza de Toros e il Catello dell’Aljaferia, una fortezza del IX secolo dall’architettura arabeggiante. 

Purtroppo il tempo passa in fretta e dobbiamo già tornare in centro per prendere il pullman. Direzione: aeroporto. 

Hasta pronto España!

 

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