#ShareFooDay Bologna presso il Podere San Giuliano

Ovvero, sulla riscoperta della terra da parte di una milanese

Podere San Giulia BolognaSono le 21.00. Non ho ancora cenato e a dire il vero non ho neanche tanta voglia di cucinare. Per fortuna nella dispensa, al posto dei soliti barattoli in latta di pelati dell’Esselunga, trovo un vasetto di freschissima passata di pomodoro fatta in casa. No, non sono diventata una brava cuoca tutto d’un tratto. Almeno, non ancora. La passata è solo l’ultima delle tante sorprese, oltre che un graditissimo omaggio, del Podere San Giuliano, che lo scorso sabato ha ospitato uno dei tre gruppi di viaggiatori in occasione del Share Food Day

Grazie a Valentina Caselli e Martina Uras, che insieme a Donkey Challenge hanno organizzato tutto, sabato scorso mi sono ritrovata con un gruppo di altri 6 viaggiatori, esploratori, comunicatori e narratori per una giornata all’insegna della tradizione e della gastronomia del territorio bolognese. Una stretta strada di sassolini ci porta al Podere San Giuliano: un’azienda agrituristica immersa nei verdi e gialli campi che la circondano. 

A fare gli onori di casa Federica e Andrea che con passione portano avanti questa attività con la stessa dedizione alla terra e ai prodotti genuini di quando è nato il Podere, nel lontano 1939. Conosciamo anche la nonna di Federica, colonna portante dell’azienda e preziosa divulgatrice di lontane tradizioni, che ancora si respirano nell’aria.

Tradizione Podere San Giuliano #sharefooday

Odori, colori e sapori: queste tre parole descrivono alla perfezione quello che vedo guardandomi attorno mentre passeggiamo tra le piante di albicocche mature -che alcuni di noi non si sono trattenuti dall’assaggiare- e le distese di asparagi. Ma è tra alcune file di piante di pomodori che troviamo la prima sorpresa: un piccolo banchetto di deliziosi biscottini ci accoglie per cominciare al meglio la giornata.

Carciofo Podere San Giuliano ShareFooDayContinuiamo camminando accanto ad una vasta distesa di carciofi, che poi -mi spiegano- non sono carciofi e basta, sono una tipologia particolare di carciofi, di cui non mi ricorderò mai il nome. L’esistenza di molte varietà di carciofi è un’altra bella sorpresa dell’esplorazione del territorio, della conoscenza approfondita di quello che nasce dalla terra. A Milano la forma di natura più autentica che si possa trovare è un’aiuola non ancora potata, o i piccioni che ti svegliano alla mattina col loro tubare, o i topi che nuotano nel naviglio. Anche se, a dirla tutta, devo ammettere che sono stata una bambina milanese già fortunata da questo punto di vista. Non ho mai pensato che le uova nascessero sul bancone del supermercato, per intenderci. Mio nonno proveniva da un piccolo paese nel biellese e ogni domenica portava me e mia sorella alla fattoria della sua di sorella. Così ho scoperto molto presto che i maneggi non sono l’habitat naturale dei cavalli e che le galline fanno le uova.

Asparagi Podere San GiulianoLa natura più selvaggia però, l’ho conosciuta in Irlanda, in cui ogni estate trascorrevo due settimane. Durante il tragitto in pullman per raggiungere il paese dei miei nonni passavo davanti a decine di mucche e centinaia di pecore che passeggiavano libere nei campi. Ricordo lo stupore che mi accompagnava dal primo all’ultimo esemplare di questi animali così rari per me. Ecco, poi un paio di anni fa ho detto a mio fratello di sei anni, nato e cresciuto in Irlanda, ‘guarda, una pecora!’. Alla sua risposta ‘si esatto, è una pecora..quindi?‘ sono ripiombata nella cruda realtà: sono una milanese senza via di scampo. No dico, c’è una pecora lì, proprio nel giardino di fronte al tuo, lo sai vero che puoi ritenerti un bambino privilegiato? Io sul marciapiede davanti a casa al massimo posso avvistare un volatile che ha fatto una brutta fine. 

Mentre nella mia testa piombano tutti questi ricordi, al podere il percorso di riscoperta dell’autenticità continua con una Cooking Class, per imparare a fare il piatto italiano più invidiato al mondo: la pasta all’uovo! Quella che io sono abituata a trovare già arrotolata a nido dentro una delle tante confezioni riposte sugli scaffali dei supermercati, per intenderci. L’unico viaggiatore uomo si offre di fare il ‘lavoro sporco‘, quello di rompere le uova e iniziare ad amalgamarle alla farina. Poi però arriva il nostro turno e dopo aver lavorato la sfoglia con i palmi delle mani, la stendiamo a suon di mattarello e cominciamo a dare forma ai tagliolini. Devo ammettere che la lancetta che misura il livello di orgoglio personale come cuoca italiana a questo punto è sbalzato al massimo, come penso non farà più per un po’ di tempo.

Cooking Class Podere San Giuliano

Una delle icone di Bologna, è la 50 special. Come può quindi mancare in un luogo che tanto celebra la tradizione bolognese? Non può. E proprio a questo pensava Federica quando ha creato il ‘50 special vino da balotta‘, dal gusto fresco e leggero, perfetto per rompere il ghiaccio prima di spostarci a tavola! La creatività di Federica si intuisce in ogni piatto, in cui accanto all’esaltazione della bolognesità c’è una particolare attenzione all’uso di ingredienti ricercati per rendere ogni piatto unico. Provare per credere. L’unica portata su cui all’inizio sono un po’ scettica è il secondo. Ora, da buona ragazza nata a Milano, sono cresciuta con alcune certezze, tra cui quella che la cotoletta per eccellenza è la cotoletta alla milanese. Tuttavia, ammetto pubblicamente che, dopo avere assaggiato la cotoletta alla bolognese, mi sono dovuta ricredere: questa variante è una vera esplosione di gusto.

Specialità Podere San Giuliano ShareFooDay

Non nascondo che a tavola la curiosità di sbirciare sui social network che cosa combinano gli altri due gruppi a Malaga e Cagliari è grande! D’altronde è proprio questo lo spirito del #ShareFooDay: la condivisione dell’esperienza.

Mentre guardo le balle di fieno scorrere veloci fuori dal finestrino del treno che mi riporta a Milano, tra me e me penso:

guarda te se ci voleva il #ShareFooDay, il Podere San Giuliano e un intero gruppo di viaggiatori per farmi riassaporare le genuine tradizioni della terra‘.

Eppure, è andata proprio così.

Cheers!

 

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