Tramonto Santorini. Questione di “sunset experience”

 

Non è possibile parlare di Santorini senza nominare i suoi intensi e infuocati tramonti, che tutti i giorni riuniscono una caotica massa di persone nei punti migliori dell’isola da cui godersi lo spettacolo. E così ci si ritrova a camminare freneticamente, facendosi largo tra la gente per ritagliarsi un piccolo spazio per sé dove passare l’ora successiva, in attesa che il sole cada nel mare. Da una parte, è chiaro, essere circondati da così tanta gente dà un po’ fastidio, quasi come se ci si sentisse in diritto di pretendere di vedere il tramonto privatamente. Dall’altra parte mi vengono in mente le parole di Terzani che in Un altro giro di giostra osserva che in effetti «questo è un altro aspetto rasserenante della natura: la sua immensa bellezza è lì per tutti. Nessuno può pensare di portarsi a casa un’alba o un tramonto».

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I tramonti più belli, chiaramente, sono quelli che si vedono dalla costa occidentale dell’isola: gli scogli, l’orizzonte e una distesa infinita di mare, nient’altro. Salvo qualche barca a vela che passa di tanto in tanto esattamente a metà strada tra la palla di fuoco e l’obiettivo della macchina fotografica. E la barchetta nelle foto da cartolina ci sta sempre bene. La cosa bella di Santorini è che ogni tramonto è diverso dall’altro, i colori sono intensi e spaziano dal rosa, al fucsia sparato fino ad arrivare all’arancione e al rosso fuoco. La posizione e il luogo poi, fanno si che sia possibile vivere diverse sunset experience, di cui ho steso una piccola lista.

Il tramonto da cartolina

Il luogo più suggestivo e apprezzato dell’isola per il tradizionale saluto al sole che se ne va, è senza dubbio Oia. Questa piccola cittadina, situata nella parte nord-occidentale dell’isola, è la rappresentazione fedele dell’isola greca nell’immaginario collettivo. Le stradine si sviluppano, strette, su alcune piccole colline e le basse case sono dominate dal bianco e dal blu. Arriviamo ingenuamente proprio all’inizio del calar del sole, quando i bar che danno sul mare sono già gremiti di persone e gli ultimi turisti si affrettano a trovare uno spazio per sé, che in effetti scarseggia. Sfumata l’idea di una bella birretta fresca comodamente seduti a un tavolino, ne compriamo una d’asporto e ci posizioniamo sopra il tetto di una casetta bianca e blu, dopo aver scavalcato alcune persone e scalato un muretto. La vista è perfetta: davanti solo il sole e il mare, sulla destra una collinetta a stapiombo sul mare e persino un mulino a vento all’orizzonte. Non manca proprio niente, un vero tramonto da cartolina.

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Il tramonto alla milanese

Il tramonto, soprattutto al mare, è uno dei momenti che preferisco. Caso vuole che la natura abbia fissato il suo rivelarsi proprio durante un altro dei miei momenti preferiti della giornata, l’aperitivo. Dopo un lungo giorno passato a esplorare nuove spiagge, carichiamo i teli da mare sul motorino e ci dirigiamo verso Santo Wines, la vineria dell’Unione delle Cooperative vinicole di Santorini. La vinera si trova sulla costa centro-occidentale dell’isola, vicino alla località di Pirgos. Percorriamo alcuni tornanti in salita, seguiti da altri tornanti in discesa e, collinetta dopo collinetta, arriviamo a destinazione. Questa volta siamo fortunati e riusciamo a sederci proprio al tavolino della terrazza più vicino al mare. La lista dei vini è interminabile e la mia conoscenza dell’enologia si limita alla distinzione tra bianco e rosso, fermo e frizzante, oltre all’esclamazione tannico che, usata all’occorrenza, pare dia un certo tono. Così, ordiniamo un mix di degustazione con dodici bicchieri di dodici vini diversi. Il tutto è servito con crostini accompagnati da delizie greche come la feta e le olive. Il tramonto di questa giornata passa così, alla milanese, calice di vino alla mano, il rosa e poi il rosso del cielo e il mare sotto di noi che quasi quasi mi ero convinta fosse il naviglio.

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Il tramonto alla Virginia Woolf

Il faro è una delle icone più affascinanti dei paesaggi di mare, dà quella sensazione di tranquillità, di solitudine e di certezza. Un giorno decidiamo quindi di fare una gita alla Virginia Woolf, in versione un po’ più allegra, e di andare To the lighthouse a goderci il tramonto dal sud dell’isola e precisamente ad Akrotiri, dove c’è un faro sulla cima di una collina. Per raggiungerlo, bisogna percorrere in motorino una salita ripida, molto più ripida di quelle già affrontate sulle altre colline dell’isola. Arrivati in cima non vediamo baretti, spiazzi o tetti di case basse dove prendere posto: perfetto. Andiamo verso il dirupo e ci sediamo su una grande roccia appena sotto il livello della strada con l’immancabile birretta, che ci sta sempre bene. Il faro è dietro di noi. Di fronte, come nella maggior parte dei tramonti isolani, solo il mare, il sole che cala e il passaggio lento di quella barchetta a vela di cui parlavo sopra, che rende il tutto ancora più poetico.

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Il tramonto del ritardatario

L’unica pecca del tramonto, se proprio vogliamo trovarne una, è che non aspetta nessuno. Niente solo un minuto e scendo, nessun arrivo, sto parcheggiando e nemmeno il più classico sono bloccato nel traffico riesce a fermare il suo corso inesorabile. Eppure avevamo calcolato un buon dieci minuti per arrivare nel luogo da dove avevamo deciso di osservare il tramonto. Dieci minuti però, forse sono un po’ pochi per attraversare tutta l’isola, da sud a nord. Succede così che mentre sfrecciamo per i tornanti di Santorini, per quanto sia possibile sfrecciare su un motorino in salita in due, notiamo l’improvviso cambio di tinta del cielo. Realizziamo che quando arriveremo a destinazione sarà già buio e decidiamo quindi di fermarci in quel momento preciso. Per fortuna i tramonti di Santorini sono belli da qualunque prospettiva e in qualunque luogo. Accostiamo lungo il primo tornante, ci sediamo su alcune rocce a strapiombo sul mare e osserviamo passare il tramonto, che non lascia scampo a noi ritardatari.

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Cheers!

 

2 pensieri su “Tramonto Santorini. Questione di “sunset experience”

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